ELOGIO ALLA PERSONA COMUNE

Questo post non è per tutti.
Questo post è per te, che non ti senti mai rappresentata.
Questo post è per te, che guardi certe immagini e ti sembra di vivere in un altro pianeta.
Ecco, mettiti comoda, su una poltrona, anzi accomodati su questo trono virtuale che ho posizionato apposta per te: oggi sarai una regina.

Progetto senza titolo (3)Da tempo è iniziato questo mio fastidio verso il finto, il costruito, l’irraggiungibile mondo propinato attraverso le foto dei social. Cabine armadio grandi come appartamenti, allestite come fossero boutique di Via Montenapoleone, dispense con scorte di cibo sufficienti a sfamare tutto il nord-ovest italiano, senza contare il dettaglio di cassetti di biancheria intima con giuste 6 paia di mutante, perfette, solo extra-lusso, esclusivamente di pizzo e seta.
Ora, senza voler negare la loro esistenza e la veridicità delle foto, è davvero così il mondo nel quale viviamo?
No, lo sai benissimo anche tu, però i dati riguardanti i social indicano che quel modo vivere appassiona.
Più di una volta ho discusso con esperti del settore (SMM, esperti di marketing, consulenti d’immagine), confrontandomi su questa mia considerazione, ma la risposta è sempre la stessa: la nostra società punta tutto sull’immagine e ama sognare e immedesimarsi.
Ok, nulla di sbagliato, ma poi? Concretamente, che ci porta la sola immagine perfetta?

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Quante volte mi sono sentita domandare se abbia mai organizzato cabine armadio di “certi livelli”, quante volte mi hanno chiesto delle cose bellissime che ho visto… Sì, ho organizzato “certe” cabine armadio e sì, ho maneggiato abiti e accessori di lusso ma, numericamente parlando, posso assicurarti che organizzo molto di più gli armadi o le cabine armadio delle persone comuni.
Ho fatto, però, una scelta impopolare (che ti devo dire, mi appassionano le cause “alternative!!): ho scelto di raccontare le case comuni.
A livello d’immagine e di fotografia (e non solo perché sono io scattare, che notoriamente non sono capace) sono meno impattanti.
Non sempre la luce viene in soccorso, soprattutto quando si finisce a tarda sera.
Non sempre si ha a che fare con armadi di pregio, ma il più delle volte sono armadi semplici.

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I vestiti non sono di alta moda, ma sono abiti di chi ha uno stile di vita che non è fatto di red carpet, ma di ufficio, figli da portare a scuola e aperitivo con le amiche.
Nei cassetti dell’intimo non c’è solo biancheria di Christie’s, ma anche le mutande di quando si ha il ciclo o i reggiseni per fare sport.
Tutti capaci a vedere il bello quando tutti gli elementi contingenti portano in quella direzione.
Facile pensare che un armadio, o una dispensa, o un ufficio sia ben organizzato solo perché gli elementi che lo compongono sono pochi e di design.
Non so te, ma io ho anche mutande non propriamente instagrammabili, vestiti di cotone e mangio in piatti di ceramica e mica me ne vergogno o mi nascondo dietro a “filtri bellezza”
Sono una persona comune, che possiede cose semplici, ma che ha cura e le organizza che…
“WOW, ma che figo!!”

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Cover Photo (mooooolto di repertorio): Sara Ottanà

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SONO UN’ARTIGIANA SENZA BACCHETTA MAGICA

Ho sempre amato l’artigianalità, gli oggetti che nascono da mani sapienti, che hanno una storia da raccontare. Starei ore a guardare un falegname quando intaglia ma, in generale, amo osservare le mani che creano.

Amo il concetto di “su misura”, personalizzato, costruito intorno a te (quest’ultima, però, credo di averla già sentita da qualche parte) e l’ho messo come fondamento nella mia attività.

Immagina le persone vestite tutte nello stesso modo, con gli stessi colori e con la stessa taglia.

Immagina le case tutte uguali, o le automobili.

Impossibile, vero?

Ecco perché per strutturare un intervento di professional organizing bisogna inevitabilmente parlare di “su misura”.

Più volte mi è stato chiesto quale metodo uso, a quale filosofia mi avvicino o, andando ancora più nel dettaglio, come fare per organizzare questo o quello. Sì, posso dare delle indicazioni di massima, ma credi possano essere esaustive?

Il concetto dell’organizzazione “in generale” è giusto che ci sia, ma il mio lavoro è costruire e strutturare qualcosa di perfetto per te.

Altra cosa che amo sottolineare è che io non ho la bacchetta magica e, se dovessi proprio dirla tutta, è un’immagine che mi irrita.

Bacchetta magica è sinonimo di soluzione facile, immediata e senza colpo ferire ed è esattamente il contrario di quello che è un intervento di riorganizzazione. Trovo l’associazione con la bacchetta magica svilente, laddove c’è un profondo lavoro di empatia, gestione degli spazi e delle emozioni.

Non vengo a casa tua per piegarti 2 maglie o per sistemarti le tazzine, ma vengo per aiutarti e accompagnarti ad affrontare un cambiamento nel tuo modo di organizzarti e, se permetti, non è una cosa che si fa con un Abracadabra.

Vengo a casa tua portando esperienza, impegno e tecniche che si plasmeranno sulle tue esigenze: credi sia un lavoro da bacchetta magica?

E poi penso: ma tu, che sei in una situazione di disagio in casa tua, che vivi male i tuoi spazi perché non li sai gestire, che ti trovi piena di oggetti che non usi (ma non riesci ad eliminarli anche se sai che dovresti), davvero credi di avere bisogno di un metodo “standard” realizzabile in poche mosse, quasi in un colpo di bacchetta?

Queste sono le caratteristiche del mio lavoro, che corrispondono anche a quelle che mi hanno sempre chiesto le mie clienti.

Queste sono le caratteristiche che mi permettono di lavorare in sintonia con chi mi chiama e che ha la mia stessa visione.

Un intervento di professional organizing è su misura e non è un gioco; quindi, sì, in senso lato, posso dire di essere un’artigiana.

 

Cover Photo Sara Ottanà

FACCIO COSE, VEDO GENTE

Hai presente quella cosa che dico sempre riguardo le cose che da tempo ci circondano? Esatto, siamo talmente abituate alla loro presenza  che non le vediamo più.

Ecco, è successo anche a me, ed è per questo che, quando me ne sono accorta, ho cambiato rotta.

Non scrivo su questo blog da mesi, perché ho avuto la sensazione che questo blog fosse diventato come certe dispense: uno spazio da riempire, senza aver fatto la lista delle cose davvero necessarie… ed io odio gli sprechi. Allora ho capito che la cosa migliore sarebbe stata, neanche a dirlo, eliminare il superfluo, smaltire le scorte e ricominciare da ciò che è davvero importante.

In questo momento, per me, il blog non è importante, e se pensi che questo significhi che chi mi segue (te compreso) debba sentirsi messo da parte, ti dico che è proprio il contrario, invece.

È un po’ come quando devi ritinteggiare le pareti di casa e devi scegliere se affidarti ad un professionista o a tuo cuggggino, che ha sempre fatto il contabile, ma ti fa “il prezzo da parente”. Siccome degli improvvisati sono stufa, ho deciso di puntare sulla qualità e la professionalità, anche, e soprattutto, quando parlo di cose che scrivo o faccio io, e che spero tu legga.

Scrivere tanto per riempire delle pagine è in netto contrasto con il mio professare continuamente di liberare gli spazi , e così, ho iniziato a fare altro o, meglio ancora, ho dato maggiore importanza a ciò che per me ha valore. Oltre a lavorare tra privati e miei corsi, sto studiando, sto approfondendo concetti ame cari e mi sto aprendo a nuove possibilità.

Questo giocherà a mio favore, ma anche a chi avrà voglia di continuare a leggere ciò che ho da dire.

Qualità, non quantità.

Proprio in questi giorni, ho seguito un evento di formazione ed uno dei concetti più importanti che ho portato a casa riguarda il confronto tra due giganti: Cicerone e Demostene. Si racconta che, alla fine di ogni loro discorso, mentre la gente di Cicerone dicesse “Che bravo!”, di Demostene dicesse “Che posso fare?”

Ora, senza minimamente risultare blasfema, il concetto vuole essere questo: non mi basta (più) che mi arrivino messaggi di approvazione per quello che ho detto, ma voglio parlarti di qualcosa che ti faccia riflettere, voglio farti provare un’emozione, voglio smuovere qualcosa dentro che produca una reazione.

Sono ben consapevole che il cerchio si restringerà, perché se vorrai continuare a seguirmi, dovrai venire a cercarmi, non sarò più io a comparire a cadenza fissa.

Non è essere prima donna, ma essere una persona che ha a cuore il concetto di “qualità dei contenuti”; saranno meno, non seguiranno un calendario, ma arriveranno esattamente quando crederò di avere qualcosa di importante da dire.

Ho fatto la scelta di non comparire per forza.

Vado contro quello che è il trend?

Mi tiro la zappa sui piedi?

Il mercato dice di fare il contrario?

Sai che c’è? Non mi interessa.

Ho fatto la scelta di puntare sulla mia formazione, per poter offrire sempre più contenuti e servizi migliori.

Esco, guardo, studio, scrivo. Faccio cose e vedo gente.

Ecco, sì, incontro le persone: il modo migliore per raccontarsi.

 

(Cover Photo by Francesca Greco)

ELOGIO ALL’INVERNO (o come fartelo piacere)

Siamo nel cuore dell’inverno.

È la mia stagione preferita: amo il freddo, l’aria gelida che taglia la faccia, il buio che arriva presto e i maglioni pesanti e i calzettoni.

So di essere impopolare, eh!

Credo, in modo più inconscio, di amare l’inverno perché è la stagione nella quale mi prendo più cura di me.

È come in natura, del resto: tutto sembra fermarsi, gli alberi si spogliano e gli animali cadono in letargo, ma in realtà si stanno solo preparando per affrontare al meglio una nuova primavera, una nuova rinascita.

Per me, quindi, è la stagione delle coccole, dei momenti dedicati esclusivamente a me stessa, del ritmo lento, del silenzio e della riflessione.

In linea generale, se ci pensi bene, l’inverno è la stagione del comfort food, delle maratone in televisione, delle tisane calde (o delle cioccolate 😉), degli hobbies che richiedono calma e pazienza (penso alla maglia, al disegno, alla calligrafia…)

In questo inverno, sto raggiungendo livelli epici di lentezza ed è davvero una sensazione rigenerante, che non assaporavo da troppo tempo.

Non so se per osmosi, per imitazione o perché fosse davvero un bisogno di ogni membro della mia famiglia, ma quest’anno il trend della cura di sé e dei ritmi pacati ha contagiato proprio tutti.

Non grandi cose, in realtà e, probabilmente proprio perché siamo tornati alla semplicità, tutto questo ha avuto un enorme impatto emotivo.

Io e mio marito abbiamo riscoperto i giochi in scatola, grazie a dei regali per mio figlio, siamo stati svegli per terminare dei puzzle, ci siamo infilati grembiulini improbabili per dilettarci insieme a sperimentare nuove ricette. Babbo Natale ha portato a Edo i suoi primi Lego da “grande”, che ci hanno permesso di poter allestire una vera proprio catena di montaggio, tra chi leggeva, chi passava i pezzi e chi li assemblava.

Abbiamo scelto di non farci regali materiali, dato che non abbiamo bisogno di niente in particolar (evitare di accumulare oggetti inutili è buona cosa tutta l’anno), ma abbiamo investito in mostre d’arte, cinema, un Capodanno in un parco giochi e in un tappeto nuovo, dove poter giocare scalzi e fare le capriole (sì, lo spettacolo è abbastanza imbarazzante, lo ammetto!)

Non ho letto libri mentre mio figlio guardava i suoi DVD, ma ho riso con lui per ogni scena (anche dopo averla vista per la decima volta)

Insomma, ho vissuto TEMPO DI QUALITA’.

Non ho smesso di lavorare, ma ho rallentato. Ho deciso di seguire il ritmo lento delle stagioni.

Perché ti ho asciugata raccontandoti i fatti miei?

Perché parlo di mettere sempre la persona al centro di tutto, perché dico sempre che ci meritiamo il bello.

E poi, perché sono fermamente convinta che dobbiamo imparare a volerci (più) bene.

Abbiamo bisogno (anche) di lentezza, per assaporare meglio il viaggio.

Abbiamo bisogno (anche) di pause, per ricaricare le batterie.

Abbiamo bisogno (anche) di coccolarci e di farci coccolare, per diventare più belle.

Prima di un raccolto rigoglioso, c’è l’aratura, la semina e la cura.

Tutte queste cose ce le insegna la Natura.

 

 

…SI RIPARTE!!

Finiti anche gli ultimi avanzi del pranzo di Natale, archiviati brindisi e baci sotto il vischio, intascata e/o già spesa la 100.000 della nonna (semi-cit.), si torna al lavoro, a scuola, alla quotidianità, che ti piaccia o meno.
Si riparte più carichi e con tanti nuovi progetti per l’anno nuovo.
E poi, ancora, con la “parola dell’anno”, quella che sarà il motore che ti porterà alla realizzazione dei progetti.

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A TE E FAMIGLIA

E che, vuoi che non lo sappia?

Pensi che io qui sia messa meglio?

E’ la Viglia di Natale, siamo tutte indaffarate coi preparativi…

(Qui il cenone non si usa, siamo una famiglia di polentoni, ma domani giornata impegnativa!!)

Quindi, non ti trattengo ulteriormente.

Ci tenevo però ad augurarti una giornata Speciale, attorniata da tutti ciò e da tutto ciò che ti rende felice.

Buon Natale,

Marika

 

 

MI PRENDO UNA PAUSA

Sono la ragazza (dai, fammelo credere) dalla programmazione lunga.

Questa settimana, però, non ce l’ho fatta ad arrivare puntuale con un post più o meno interessante.

Eh! Non ce l’ho fatta.

Sono arrivata alla fine dell’anno con tanti progetti nuovi da seguire, non erano previsti e mi hanno succhiato parecchie energie.

Il tempo per scrivere un piccolo post, in realtà, ce l’avrei anche avuto, ma non avevo la testa sufficientemente libera e “leggera” per farlo in maniera degna della tua attenzione.

Mi sono accorta di essere un po’ troppo stanca, questo è.

E allora ho preso una decisione: prenderò una pausa.

Ho bisogno di ricaricare le pile, di stare con mio figlio e con mio marito dedicando loro il tempo esclusivo che si meritano, di fare una passeggiata e di dormire qualche ora in più.

So che mi capisci (magari, durante questa pausa, ti mancherò anche un pochino…)

Il blog, le mie storie e la mia voglia di raccontare torneranno super sprintosi il 7 gennaio…

(la Vigilia di Natale, però, passa di qua 😉 )

Buone feste!!

“4 SETTIMANE PER RIORDINARE LA TUA CASA E LA TUA VITA” di A. Eulalie -Il libro del mese-

La fine dell’anno si avvicina e con esso finisce l’apatia da abbuffate delle feste, le giornate in pigiama e i piatti “buoni” tornano nelle credenze fino a data da destinarsi (…questa preferirei non averla scritta)
Arriva il periodo dei buoni propositi, insomma.
Bah, io ho tutta la mia teoria riguardo a questa cosa (ci risentiamo col post del 31 dicembre), ma seguo l’onda del momento per raccontarti di questo libro. Continua a leggere ““4 SETTIMANE PER RIORDINARE LA TUA CASA E LA TUA VITA” di A. Eulalie -Il libro del mese-“

TRASLOCO E PROFESSIONAL ORGANIZING

Quando racconto di quello che faccio e, soprattutto, di come lo faccio, uso sempre un’immagine che, a mio avviso, è molto evocativa di come lavoro.

Quando entro in contatto con te e quando vengo a casa tua per un intervento compio, sostanzialmente, 2 gesti: per prima cosa BUSSO ALLA PORTA, un modo per dire ”Sono qui, sta a te farmi entrare”. La decisione, del resto, è sempre tua.

Il secondo gesto, una volta che hai deciso di aprirmi e di farmi entrare, è quello di PULIRMI I PIEDI, ovvero: ho rispetto della tua casa, dei tuoi spazi e delle tue cose.

Per me è così. Sempre. Continua a leggere “TRASLOCO E PROFESSIONAL ORGANIZING”

ISPIRAZIONE (e dove trovarla)

Qualche settimana fa sono stata ospite nella radio della mia città (CiaoComo Radio), nella trasmissione Conversescion (sì, scritto proprio come si legge). È un programma leggero, una chiacchierata tra conduttore e ospite: un format molto semplice e conviviale, che consente a chi è intervistato di parlare di sé, senza farsi prendere da ansie da prestazione o panico da diretta.

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